Il Tirreno, Gennaio 2021

Il Tirreno, Gennaio 2021

Il Tirreno

Gennaio 2021 | Tommaso Silvi

Stefano, il pontederese diventato superstar in Pakistan grazie alle gare di cani
L'allevatore di boxer e "arbitro" internazionale chiamato dal governo per alcune esposizioni cinofile, si è ritrovato su maxi-manifesti e ai tg

Nonostante un governo "fantasma" e la crisi economica causata dal virus che avanza ad ampie falcate, per qualcuno l'Italia resta ancora un Paese da sogno. «Tutti vogliono scattarsi una foto con me. Il nostro colore della pelle, il nostro modo di vestire, sono elementi che stregano la gente. Qui sono tutti innamorati dell'Italia». Un pontederese in Pakistan. Sembra il titolo di un film, ma è tutto vero. E l'invito è arrivato direttamente dal governo. Lui è Stefano Bartolini, 59 anni. Di professione giudice internazionale alle esposizioni cinofile. «Allevo boxer da 38 anni - racconta - e da più di vent'anni ho l'abilitazione a giudicare tutte le razze. Sono quello che, in gergo tecnico, viene definito giudice "all round"». Stefano è stato in diverse parti del mondo, dalla Siberia al Bahrein. Nelle scorse settimane ha ricevuto una comunicazione particolare.

«Il governo del Pakistan mi ha scritto, chiamandomi a giudicare alcune esposizioni cinofile che sono organizzate direttamente dallo Stato. Mi hanno accolto degli esponenti della classe politica, che mi hanno raccontato la storia e il presente del Paese. I cani, qui, sono considerati praticamente al pari delle persone. C'è molta attenzione alla loro salute e alla loro cura. Ci sono degli esemplari bellissimi», prosegue Bartolini, che si trova ancora nel quinto Stato più popoloso al mondo, nell'Asia meridionale, dove è atterrato due settimane fa. «Non è facile entrare in Pakistan - dice -, ci sono molti documenti da presentare e in ogni caso serve sempre un'autorizzazione da parte del governo. La zona in cui mi trovo è molto vicina all'India, e si respira la stessa cultura».Anche in Pakistan ci sono mascherine e gel igienizzante, ma il coronavirus ha avuto tutto un altro impatto sulla popolazione rispetto all'Europa. «La gente ha sentito parlare del virus, sa che esiste. Le autorità, però - continua l'allevatore di boxer e giudice cinofilo internazionale pontederese - dicono che i morti causati dal Covid sono quasi zero». Quando Stefano Bartolini è arrivato in Pakistan ha pensato di essere finito al centro di uno scherzo. Ci sono cartelloni pubblicitari enormi col suo volto e il suo nome, centinaia di persone che lo fermano per strada, telegiornali locali che parlano di lui. "L'italiano che giudica la bellezza dei cani" incuriosisce tutti, ed è una vera e propria star.

Ma l'attenzione non è solamente rivolta agli amici a quattro zampe. Perché chi viene dall'Italia, per gli abitanti di questa parte del Pianeta, ha sempre qualcosa da insegnare. E così, Stefano si è ritrovato dentro a una palestra. «Ho un amico che ha un centro fitness, anche se chiamarlo così - racconta Bartolini - forse è esagerato. Le attrezzature sono quelle che in Italia si usavano 30-40 anni fa. La sua intenzione sarebbe quella di ammodernarlo, di dare un taglio nuovo alla sua attività. Più europeo. Un emissario del governo pakistano ha voluto una mia consulenza per capire come potrebbe essere il futuro di quella palestra, e mi è stato anche chiesto di entrare in società. Sto valutando l'occasione, perché se dicessi "sì" poi sarei costretto a venire qua una volta ogni 3-4 mesi».Stefano pensa al business pakistano, e nel frattempo vive da celebrità. Nel bene e nel male. «Per la prima volta in vita mia sto capendo lo stress delle personalità famose. Per me è impossibile fare due passi tranquillamente, arrivano di continuo persone che vogliono scattarsi una foto. È tutto nuovo, ed anche bello per me. Ma allo stesso tempo - conclude Stefano Bartolini - è stancante, non c'è un attimo di pausa. Al di là di tutto, il Pakistan è un posto speciale. Che rimane nel cuore»

Lo Stato gli mette a disposizione pure il bodyguard

Stefano Bartolini, racconta la vita economica del Paese dell'Asia meridionale. «Un operaio in media percepisce 100 euro al mese, per dieci ore di lavoro sette giorni su sette. La manodopera costa veramente poco». A Bartolini il governo ha assegnato una guardia del corpo, che lo segue armata ovunque. «Anche lui viene pagato 100 euro al mese, per dieci ore di lavoro ogni giorno. La vita in generale costa poco, ma c'è davvero molta povertà». Il lavoro più pagato? «Il poliziotto - dice Bartolini - che può arrivare a guadagnare anche 250 euro al mese». Nelle foto pubblicate alcuni momenti dell'avventura in Pakistan dell'allevatore e giudice internazionale.