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Risposta all'articolo:
"Taglio di Coda e Orecchie"

Scritto da Federico Tofanelli, studente di veterinaria all'Università di Pisa, pubblicato dalla rivista "Monamí" n.3 del Settembre 2001.

Replica Francesco Carrani, medico veterinario presso la Clinica Veterinaria di Cascina (Pisa).

"Punti di vista"

"Il problema di fondo è far capire che l'animale al quale si tagliano le orecchie e/o la coda non soffre". Quando ho letto questa frase ho avuto la conferma che quello che stavo leggendo non era un racconto di fantasia ma il solito trito e ritrito condensato di luoghi comuni riguardante la presunta  utilità di certe pratiche subite da molti cani.

Io credo veramente che la scienza non rinneghi il proprio passato ma cerchi di migliorarlo ed in questo è sicuramente aiutata dall'evoluzione morale ed etica dell'uomo. E' veramente un anacronismo che l'uomo oggi voglia continuare ad imitare ciò che gli antichi romani facevano ai loro cani da combattimento, a meno che non si voglia far combattere il proprio cane.

In dieci anni di professione veterinaria credo di avere curato si e no una ventina di lesioni traumatiche alla coda di cani da caccia, un numero certamente inferiore alle lesioni procurate, per esempio, dal cinghiale ai cani della muta oppure alle lesioni procurate dalle spighe di graminacee nelle orecchie o nei polmoni. Allora dovremmo mettere armature ai cani da cinghiale oppure tappi nelle orecchie o dotare di mascherine i cani da caccia o meglio non mandarli più a caccia a causa di questi pericoli? Mi piacerebbe chiedere ai sostenitori dell'amputazione della coda, come mai al setter inglese ed al pointer, due tra le razze da caccia più diffuse, non si amputa la coda; forse che loro sono più furbi del breton o dello spinone e non si fanno male quando cacciano?

Gli otoematomi sono secondari, nella maggior parte dei casi, a scuotimento delle orecchie per problemi di otite; è molto raro che si formi un otoematoma semplicemente per aver sbattuto un orecchio, altrimenti dovremmo tagliare le orecchie a tutti i cani. Il motivo storico dell'amputazione dell'orecchio è noto a tutti, o quasi, ed è che il cane che combatte deve offrire meno punti deboli possibili all'avversario ed un orecchio svolazzante, facile bersaglio di un morso, si lacera con facilità e sanguina abbondantemente.

Purtroppo le motivazioni addotte in favore delle amputazioni sono solo scuse tese a giustificare un atto che è frutto della strumentalizzazione dell'animale da parte dell'uomo. Ogni volta che, per stimolare la discussione, chiedo ai proprietari di un cucciolo perché vogliono amputare coda ed orecchie, mi sento rispondere "perché se lo lasciamo integro non somiglia più ad un dobermann" oppure "perché con le orecchie lunghe non sembra più aggressivo come quelli con le orecchie tagliate". Sembrare, somigliare, apparire, queste sono le reali motivazioni delle amputazioni subite dai nostri cani. Le risposte dei proprietari testimoniano come il motivo principale sia esclusivamente estetico e non funzionale.

Non esiste un motivo diverso da quello medico per amputare una coda od un orecchio. Se l'uomo taglia un pezzo d'orecchio ad un altro uomo contro la sua volontà viene chiamato criminale, se però lo fa ad un cane, sicuramente mai consenziente, allora viene fatto passare come un benefattore della razza.

Tornando ad analizzare il problema dal punto di vista del cane e non dell'uomo mi chiedo come sia possibile affermare che il cane non soffre !!! Già, forse chi dice questo non ha mai assistito a queste pratiche; cosa si intende con sofferenza? Piangere? Ebbene i cuccioli che subiscono l'amputazione della coda piangono eccome; ah già, piangono poco, allora soffrono poco, ok d'accordo comunque un pochino soffrono ed è sempre peggio che non soffrire per niente; chi ha il potere di stabilire quanto deve soffrire un cane?

Peccato che le orecchie vengano amputate a cuccioli già grandi, normalmente dai 2 ai 3 mesi. A parte il fatto che devono subire un'anestesia generale che necessita di accurati controlli preoperatori, a parte che qualche soggetto, nonostante questi controlli, muore per un'anestesia inutile (le statistiche parlano chiaro), come si fa a dire che non soffre un cucciolo sottoposto a medicazioni continue per lunghi periodi, costretto spesso a portare protezioni perché non danneggi l'impalcatura, spesso tenuto lontano dai suoi simili proprio nel momento più importante per la socializzazione !! Questa non la chiamate sofferenza? Sarebbe il momento di smetterla di parlare di fratture delle vertebre coccigee perché il boxer è ipereccitabile o di otoematomi perché sbatte le orecchie, queste sono scuse puerili ed antiquate, in realtà sono solo falsità propinate per raggiungere i propri scopi che sono solo ed esclusivamente estetici.

La caratteristica andatura del boxer od il galoppo del dobermann sono assolutamente innaturali, la coda non serve solo a scodinzolare, funzione peraltro indispensabile per comunicare con gli altri cani, ma è un timone ed un bilanciere fondamentale per le corrette andature del cane, chi possiede un pastore tedesco, altra razza da lavoro, lo sa bene.

Rispetto molto di più chi ammette i fini estetici delle amputazioni, aldilà del fatto che sia giusto o sbagliato, non sta a me giudicare, ma non riesco a tollerare chi maschera le proprie azioni dietro il velo di un falso amore verso l'animale ed il suo benessere. Dovrebbe essere universalmente accettato che gli unici interventi chirurgici sull'animale, se vogliamo parlare in termini di benessere, sono quelli giustificati da patologie che minacciano la salute dell'animale stesso, il resto è invenzione.

Chiedetelo ad un boxer.


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