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Boxer on show: scenari surreali

Stefano Bartolini

Mi spinge a intervenire l'ostinazione con cui in Italia si continua a sottovalutare il boxer bianco, presentandolo come un cane da sola compagnia, tagliato fuori dalle possibilità della cinofilia alta, ignorando o facendo finta di ignorare che da quasi due anni non è più così.

Oggi i bianchi hanno accesso in classe sperimentale ai raduni ufficiali di razza, anche di massimo livello per lo meno in Germania, in Svizzera e nella Repubblica Ceca (magari anche in altri Paesi di cui non sono a conoscenza).

Alla Jahressieger svizzera 2010 ho partecipato io stesso presentando alcuni soggetti bianchi del mio allevamento, insieme ad altri allevatori e appassionati di questa colorazione.

Non si tratta di competizioni a sé stanti dedicate ai soli bianchi, che prendono parte al campionato boxer nella sezione dedicata alla loro colorazione, come i fulvi vanno nella propria e lo stesso fanno i tigrati. Va detto comunque che nella Repubblica Ceca, prima di poter partecipare ai raduni ufficiali, gli estimatori del boxer bianco si erano già organizzati con un raduno per conto loro.

In Italia l'Italian Boxer Club, il club di razza non ufficiale, che ho fondato nel 2003, ha sempre ammesso i boxer bianchi nelle proprie manifestazioni, senza distinzione dagli altri colori, con grande anticipo anche rispetto alla Germania. Ma il Boxer Club Italia, che presiede il regolamento dei raduni ufficiali, continua a fare lo gnorri e si trincera dietro la scusante, che il bianco non è una colorazione in standard.

Ma se li ammette la Germania, che ha la facoltà di modificare lo standard, non siamo in diritto di ammetterli anche noi?

Il bianco non è in standard? E Chaval (un cane spagnolo amputato di orecchie e coda) vincitore dell'ultimo Atibox, che si è tenuto proprio in Italia, è per caso in standard? Ogni anno all'atibox assistiamo allo scenario surreale di un vincitore amputato, a cui viene consegnata la statuetta, che rappresenta il corretto standard integro. E al campionato italiano ci tocca la sfilata dei cuccioli russi con orecchie tagliate.

Sto per dire una pazzia: un bianco oggi è più in standard di un fulvo o un tigrato amputato. Infatti, il bianco - probabilmente - entrerà nello standard, ma l'amputato non rientrerà mai più. Non escludo che qualche club di razza periferico possa riuscire a far riconoscere un nuovo standard, che richieda ancora coda e orecchie tagliate. Ma la razza "boxer tedesco" rimarrà integra. All'atibox invece si giudicano boxer integri, boxer amputati di solo coda, boxer amputati di orecchie e coda. Mi piacerebbe andarci con un cane amputato di orecchie e integro di coda (seconda scena surreale): sarei curioso di sapere se un boxer così può essere giudicato.

Quando viene modificato lo standard, si presume che valga l'ultimo: in Italia e all'Atibox invece si giudica secondo lo standard di 20 anni fa. Ma allora - con queste premesse - io vado in expo con un boxer alto 50 cm, tipo Flocky e pretendo che lo si giudichi secondo lo standard del 1905 (terzo scenario surreale).

Ma questa impuntatura sui boxer bianchi a chi giova? Ci sono raduni periferici, che fanno fatica a mettere insieme 4 soggetti da giudicare e qualche iscritto in più non potrebbe che aiutare l'organizzazione. Probabilmente i proprietari di bianchi per la novità risponderebbero con entusiasmo. E, visto che nelle esposizioni ufficiali si giudica sostanzialmente un boxer di fantasia, perché i bianchi no?

Qui mi fermo: io ho grande rispetto per i boxer fulvi e tigrati amputati del passato progenitori dei boxer moderni, come ho grande rispetto per i riproduttori bianchi storici, che hanno fatto la razza. Ma appunto questa è la storia: che senso ha impedire lo svolgimento del futuro?

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