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Serve la protesi? Occhio alla truffa

Stefano Bartolini

Con incidenza sempre più frequente giungono a nostra conoscenza casi di diagnostica e chirurgia proposte da alcune cliniche veterinarie private, non solo non necessarie, ma quasi imposte lavorando sulla leva psicologica, che è l’ansia dei proprietari.

Nello specifico la questione riguarda in particolare la displasia: cuccioloni a cui prima si suggerisce l’esame cosiddetto preventivo, si effettuano lastre volutamente approssimative e, sulla base di una diagnosi, non sbagliata, bensì fasulla, di displasia grave in peggioramento si suggeriscono costosi interventi per l’applicazione di protesi.

Evidentemente per alcune cliniche la quadratura di bilancio, piuttosto che il lucro prevalgono decisamente sul rispetto dell’animale e il modo di operare arriva a configurare un vero reato di truffa, oltre che maltrattamento.

Si fa presente che nella razza boxer la displasia all’anca quasi mai è grave e invalidante. Si suggerisce una lastra intorno all’anno di età per i boxer destinati alla riproduzione: A e B sono il risultato ottimale, ma anche un boxer con grado di displasia C e D (lieve e media) può condurre una vita normale, correndo e saltando e morendo di vecchiaia come gli altri (per la riproduzione è ammesso – come noto – il grado fino a C). Inoltre, un cane con protesi non avrà mai l’efficienza motoria di un cane non operato. E’ bene diffidare di chi propone di fare lastre ai gomiti (il boxer non soffre di displasia al gomito).

Pertanto, suggeriamo di informarsi bene e di valutare l’opportunità di effettuare certa diagnostica, che ha dei costi e effetti collaterali e, in caso di responso negativo, se viene suggerita la chirurgia, prima di allarmarsi, suggeriamo di consultare il proprio allevatore di riferimento, al fine di chiedere un altro consulto di un esperto.

Purtroppo siamo giunti alla decisione di fare questo duro intervento a seguito di casi scandalosi di cani (boxer e labrador) perfettamente sani, cui era stata prescritta la chirurgia. E invitiamo i medici veterinari, che esercitano con professionalità e per il benessere dell’animale, a denunciare colleghi e strutture, che - con la loro disonestà - screditano l’ordine professionale.


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