Allevamento
Esposizioni
Lavoro
Boxer
Boxer Bianco
News

Ulteriori approfondimenti sul Boxer Bianco
visitando la sezione dedicata sul sito
Italian Boxer Club

Allevamento Boxer Casa Bartolini

L'amara storia del Boxer Bianco:
da progenitore della razza,
allo sterminio, alla beffa
del divieto di riproduzione

I.B.C., Italian Boxer Club

Ci vediamo di nuovo costretti a intervenire sul dibattuto problema del boxer bianco. Non solo non si è "mosso" nulla a livello di cinofilia ufficiale, ma continuiamo a constatare come sull'argomento regni disinformazione e ignoranza, purtroppo anche tra gli stessi addetti ai lavori.

Le colorazioni nel boxer sono tre: fulvo, tigrato e bianco; o meglio quattro perché c'è anche il pezzato.

Il bianco non è albino e da ciò deriva buona parte della confusione. Infatti, i bianchi hanno il tartufo e gli occhi scuri (oltre a macchie colorate variamente distribuite); gli albini hanno invece le mucose depigmentate e occhi rossi o - al più - azzurri. Problemi di salute, anche di tipo sensoriale (sordità, ecc.), sono ascrivibili solo ai casi di albinismo, per fortuna molto rari. Nessun problema di salute più grave o diverso rispetto ai boxer colorati è mai stato riscontrato tra i boxer bianchi.

La presenza del bianco nel boxer deriva da un antenato della razza, che era un bulldog bianco. La colorazione bianca presente e ammessa presso bulldog inglesi o americani e altre varietà di molossi, non è mai stata considerata un problema sanitario o di altro tipo presso queste razze.

Inizialmente molti boxer erano bianchi e pezzati e da fattrici bianche come Meta Von der Passage discendono pressoché tutti i boxer moderni. L'esclusione della colorazione bianca dallo standard risale al 1925, ma fu dibattuta con opinioni pro e contro- in particolare sui pezzati - e qualche retromarcia negli anni trenta. La questione fu poi decisa dallo scoppio della seconda guerra mondiale: il boxer fu adibito ad uso bellico e il colore bianco - troppo visibile - non era desiderabile per problemi di mimetismo. In anni segnati da una dura economia di guerra, non ci si poteva semplicemente permettere di allevare i cuccioli bianchi, che venivano sistematicamente soppressi alla nascita. Siamo peraltro in un contesto in cui l'eutanasia veniva disinvoltamente praticata anche sugli esseri umani.

Come si può quindi capire, fu un evento esterno e contingente a mettere fuori gioco i bianchi e non considerazioni attinenti al bene della razza, non parliamo del bene dei bianchi, che venivano sterminati solamente per un difetto di colore. Questa pratica, non più motivata dalle esigenze belliche, continuò indisturbata per decenni e per giustificarla si ricorse a presunte tare ereditarie dei bianchi. Nasce qui la leggenda della sordità dei bianchi. Qualcosa di simile, ma con tono dubitativo e modi circospetti fu sostenuto, dallo stesso Dott. Bosi. E' innegabile, comunque, che era impossibile diagnosticare problemi sensoriali ai bianchi, quando semplicemente i bianchi non esistevano. Oggi che i bianchi, tutelati da leggi sulla protezione degli animali, vengono risparmiati, possiamo confermare che questa supposizione era del tutto infondata.

Attualmente il boxer bianco può ottenere regolare pedigree e partecipare a prove di lavoro: il bianco è un boxer a tutti gli effetti anche dal punto di vista caratteriale. In conseguenza di ciò i cuccioli bianchi hanno assunto un valore commerciale (sono ceduti scontati, anche se qualche commerciante disonesto, approfittando della disinformazione, tenta di venderli a prezzo maggiorato, presentandoli come rarità) e questo fa sì che la pratica dell'eutanasia sia parzialmente rientrata. Tuttavia, ci sono fondati motivi per ritenere, che molti vengano ancora soppressi: infatti, i bianchi dovrebbe rappresentare circa il 25% della popolazione esistente, ma - dati alla mano - sono molto meno.

Inoltre, il boxer bianco subisce ancora una grave discriminazione in quanto vige per il bianco il divieto di riproduzione. E qui viene in causa l'ennesima confusione. Infatti tale divieto è a volte giustificato adducendo il pretesto che il colore bianco è fuori standard. Ma lo standard si riferisce essenzialmente a un impiego espositivo, non riproduttivo; cioè fissa i criteri in base ai quali un soggetto diventa un campione di bellezza o no. Un carattere fuori standard potrebbe essere non da escludere o addirittura desiderabile ai fini riproduttivi, per esempio un'altezza eccesiva, se un allevatore intende servirsene per aumentare la statura della propria linea di sangue.

Alla luce di tutto ciò noi riteniamo che ci siano i termini per rivedere la posizione del bianco nella razza boxer, riesaminando motivazioni storiche, dati sanitari e caratteriali e le esigenze dell'allevamento moderno. In effetti, oggi allevare significa sottostare a numerose restrizioni nella scelta dei riproduttori, che riguardano gli standard sanitari e - in alcuni paesi - anche caratteriali. Ciò, se da un lato è senz'altro positivo per la qualità della prole, minaccia d'altra parte di ridurre il patrimonio genetico a cui è possibile attingere. Considerato che l'esclusione dei bianchi discende come abbiamo visto da un mix di motivazioni storiche superate e pregiudizi, l'utilizzo mirato e con le giuste tecniche di riproduttori bianchi, che dispongano di qualità morfologiche, sanitarie e caratteriali di eccellenza potrebbe by-passare questo problema.

Ma veniamo infine al triste caso italiano, dove - strano a dirsi nel nostro paese - sfioriamo la commedia dell'assurdo. Ai boxer bianchi viene rilasciato regolare pedigree, ma su di esso l'ENCI appone con un timbro la scritta "non ammesso alla riproduzione". Ora, questo divieto è semplicemente pazzesco perché

1. non viene imposto neanche a quei cani che per motivi sanitari lo "meriterebbero" (monorchidi, displasici gravi ecc)

2. non riguarda i soggetti di altre razze parimenti fuori standard per motivi di colorazione (ad es. i Saluki tigrati).

Questo provvedimento, che è ingiustificato, che esorbita le competenze dello stesso Enci, e colpisce in modo discriminatorio solo una razza per un futile motivo di colorazione, deve pertanto essere assolutamente e perentoriamente revocato.

Boxer Bianco: per saperne di piú
    Lettera al Boxer-Klub E.V. Sitz München
    Accoppiamenti con boxer bianchi
    Nuova lettera all'ENCI
    Lettera aperta al Direttore dell'ENCI
    La Germania
    Chi sei ENCI?
    ENCI dove sei?
    Il test di Baer
    Dear Sirs wake up!
    L'ultima frontiera
    Realtà e fantascienza
    Sfatiamo un po' di miti e leggende
    Modifica dello standard: aggiornamento
    Guardano avanti e... vanno oltre
    Manuali sul boxer: maneggiare con cautela
    Laureata in boxer bianco
    Nuova lettera al Ministero
    Bartolini denuncia l'ENCI al Ministero
    Il cerchio si chiude!
    Modifica Standard
    Ma di che colore è
    United Colors of B..artolini
    Lettera del presidente sul Boxer Bianco
    Il nuovo che viene dal passato
    Un pedigree per il boxer bianco
    L'amara storia del Boxer Bianco
    Perché ad una domanda logica...
    Intervista a Stefano Bartolini
    Boxer Bianco: un timbro su cui riflettere
    Il Boxer Bianco, patrimonio della razza
    La rivincita del Boxer Bianco
    Il Pedigree
    Il Boxer Bianco: cosa ne pensa il veterinario
    I colori del boxer, e la legge di Mendel
    Alle origini eravamo bianchi
    Sono un boxer anch'io? No, tu no...